L'ARTISTA

Il profumo acre della pittura si respira nell'aria, stoffe e oggetti distribuiti come fossero sospesi.

Entro nello studio in punta di piedi mentre il pittore è intento a dipingere un quadro di grande formato, sento solo la voce dell'artista che con un tono accentuato mi prega di mettermi a mio agio.

Il sole della mattina filtra dalla finestra alle nostre spalle, mentre i miei occhi fissano i colori appena stesi che brillano alla luce, il silenzio avvolge i miei pensieri.

ll cavalletto porta legata a se una vecchia tavolozza, i tubetti di colore sparsi ovunque e una sedia in pelle rossastra posizionata al centro dello studio; accanto un mobiletto bianco avorio che contiene decine e decine di pennelli...che hanno dipinto centinaia di quadri.

E' questo l'atelier di Andrea Canu, un quadro nel quadro.....che inneggia al disordine apparente, alla virtù di chi nella pittura ha riposto speranze, desideri, e tutto quello che l'avara società moderna nega a tutti noi.

Uno spazio dove liberamente crescono idee e progetti che vengono materializzati in velocità per non perdere l'attimo fuggente..

L'artista continua a muoversi freneticamente avanti e indietro dinanzi all'opera che sta realizzando, i miei occhi seguono a fatica le pennellate veloci che vengono scagliate sulla tela come fossero onde infrante contro la scogliera. La luce cambia in ogni istante dice l'artista.....per imprigionarla e farla propria bisogna essere attenti e veloci, il difficile non è raffigurare quello che la luce illumina ma l'attimo prima che ciò avvenga.

Sono le dieci del mattino e beviamo un caffè, camminiamo per le stanze dell'atelier in un'atmosfera quasi sospesa...pochi quadri appesi alle pareti, le coppe e gli attestati di merito appoggiati su un vecchio mobile avvolto dalla polvere. L'artista mi racconta che tra quei muri ha vissuto la sua adolescenza e successivamente ha deciso di trasformarlo nel suo studio: "per trovare ispirazione e dipingere buone opere ho bisogno di calore e di ricordi".

Ci lasciamo con una stretta di mano e la promessa di rivederci al più presto.

 

 

 

La Prima pittura fu sol d’una linea, la quale circondava l’ombra dell’uomo fatta dal sole ne’ muri.

(Leonardo Da Vinci)

 

 

“…..Il linguaggio pittorico è fatto di aria e di luce: di poesia. I colori talvolta sono animati da fremiti, specie sulle chiome verdi degli alberi. Le foglie, soprattutto quelle grandi dei girasoli, giocano con la luce, che ora assorbono quasi a subirla, ora rispecchiano con vigore e dolcezza. E’ un linguaggio evoluto, che conosce i segreti della tavolozza.”

(Maria Lucchi))

Andrea Canu, 41 anni.

Inizia a interessarsi alla pittura fin da bambino, incoraggiato dalla sorella, anch’essa pittrice e amante delle arti.

A sedici anni, dopo un grave incidente stradale che lo costringe a rimanere immobile vari mesi inizia a studiare i grandi maestri e la storia dell’arte, viene ammaliato dalla pittura Leonardesca, ne studia i fondamenti e li fa propri, traendone indubbi vantaggi per la propria pittura.

Intanto decide di formarsi volutamente da autodidatta per crearsi uno stile unico e inconfondibile, libero da concettualismi e alimentato solo dall’enorme amore verso la pittura che egli paragona a una compagna di vita.

Nel 1992 termina gli studi magistrali e inizia a lavorare nell’impresa famigliare.

Il primo grande impatto con il colore lo ha a Parigi nel 1991, ammirando le opere di Cloud Monet, Alfred Sisley, e di altri impressionisti. Sempre all’inizio degli anni 90' inizia a viaggiare in Provenza e in Toscana dove dipinge campi di lavanda, girasoli e papaveri con minuziosità stilistica e amore naturalistico, privi di presenze umane per non distrarre l’occhio dell’osservatore dall’unico protagonista: la natura.

Contemporaneamente compie numerosi viaggi in Sardegna, dove l’artista ha radici paterne, questa terra gli imprimerà nella memoria gli azzurri intensi del cielo e del mare dell’Arcipelago della Maddalena e le selvagge scogliere a ridosso dell’Argentiera che riporterà sulle tele alcuni anni più tardi.

Nel 2000 l’incontro con un Maestro Bresciano porterà un ulteriore stimolo a un lavoro già tanto elaborato, inizierà per l’artista un cammino che lo porterà ad allargare la varietà di soggetti e ad avvicinarsi ad una sorta di iperrealismo, senza però tralasciare quel tono cromatico accentuato che ha sempre contraddistinto le proprie opere.

Nel 2001 inizia a viaggiare in Sud America e precisamente a Cuba, dove subisce un nuovo e forte impatto con i rosa delle case coloniali e con gli azzurri intensi dei cieli Caraibici, qui dipingerà una veduta del Malecon a l’Avana che gli farà vincere una medaglia della critica a Palazzo Barberino a Roma. Sempre a Cuba nel 2002 durante una gita sui fondali oceanici viene ancora folgorato dal paesaggio, ma questa volta è una natura sommersa, veramente incontaminata, viene di nuovo sopraffatto da essa e inizia a progettare la serie di dipinti che raffigurano squali, delfini, pesci di specie diversa, diffondendo sfumature ed effetti cromatici sulla tela di grande suggestione.

Nel 2004 dà luogo a studi improntati sulla figura e precisamente sul nudo femminile, dipinge figure con un colore rosa acceso, sfondi verdi contrastanti, donne viste come paesaggi nel massimo splendore primaverile. Da sempre il pittore accomuna la bellezza femminile a un fiore sgargiante e profumato, un filo di seta che conduce sempre al paesaggio e alla natura che stupisce e incanta in ogni sua forma.

Nel biennio 2005 e 2006 l’artista ha continuato a viaggiare, recandosi prima negli Stati Uniti e successivamente in Egitto, alla ricerca di nuove fonti d’ispirazione e di scenari differenti .

Gli anni seguenti rappresenteranno un concentrato di ricerca stilistica, le pennellate si faranno sempre più larghe e risolutive, il colore sempre più materico, la tavolozza e la mente anticipano la stesura sul supporto.

Niente è avvenuto per caso, le mostre, i maestri conosciuti lungo il cammino, il contatto con il pubblico e i collezionisti hanno permesso questa straordinaria evoluzione.

La giovane età promette sicuramente un'ulteriore crescita che andrà avanti negli anni avvenire.

 

UN LUOGO DOVE I PENSIERI SI TRASFORMANO IN IMMAGINI.

" L'ATELIER"