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La bellezza e il profumo del mare inebria la mente e porta lo sguardo dello spettatore oltre l’orrizonte, dove i pensieri si mescolano con la fantasia.

(Andrea Canu)

“La ricchezza che io ottengo viene dalla natura, la fonte della mia ispirazione”, Cloude Monet.

Immergersi nella natura, afferrare la sensazione di un istante, rendere i dettagli più minuziosi ed intensi, respirare la quotidianità degli spazi urbani, sono la ricchezza che offre la pittura di Andrea Canu; ispirazione per i suoi occhi, appagamento per i nostri.

Intense sono le opere di Canu, ricche di sottigliezza psicologica nel rappresentare i caratteri, i sentimenti e le energie, le trame segrete di questi influssi misteriosi che la natura trasmette all’uomo, il quale può avvertirle poiché sostanzialmente è affine ad essa.

Nelle sue prime ispirazioni, la sua acutezza pittorica è sapientemente espressa in olio su tela esaltando la vivacità degli elementi naturali del cielo, e specialmente del mare, in vedute toscane o sarde; in particolare, nelle opere La libertà di essere, Pensieroso davanti al mare e Cromatismi apparenti, l’elemento marino sembra essere riprodotto in una straordinaria variabilità dei colori, accentuandone la vitalità, il leggero movimento ritmico ed il luccichio di esili “scaglie di mare”.

In esse una lettura più profonda suggerisce la naturale bellezza, l’armonia, la sintonia dell’elemento marino con l’uomo, che può solo amare ciò che è suo parente”; riaffiorano così, nella nostra mente, le parole di Virginia Woolf: “Ogni onda del mare ha una luce differente, proprio come la bellezza di chi amiamo”.

Evocativi sono i richiami agli impressionisti nella resa pittorica, ad esempio, al celebre dipinto Impression, soleil levant di Cloude Monet, tanto sgradito al critico Luois Leroy, che lo descrive “una carta da parati al suo stato embrionale è più rifinita di questa marina”, ma che in realtà sarà considerato iniziatore della fortunata stagione impressionista, pasando alla storia anche per la straordinaria tecnica rapida, cosidetta “a tocco”; evidenti sono soprattutto i richiami alle opere di Alfred Sisley, che pur proponendo quadri dalla ripresa frontale, caratterizzati da rigorosa obiettività, non si staccano del tutto dal sentimento della natura.

Nelle realizzazioni più recenti di Andrea Canu, preponderante è anche la presenza dell’opera umana, sia in paesaggi terrestri sia in spazi urbani. Si noti come nel dipinto “La Fumata”, una locomotiva in movimento, fende lentamente la natura, come una “serpe d’acciaio” che attraversa i campi fioriti, dove i gialli, i verdi, i blu e i rossi, sono distinti da sapienti pennellate; oppure si pensi al dipinto Traffico in controluce, in cui l’autore accusa l’assenza della natura, descrivendo il caos metropolitano, affollato da scintillanti automobili in interminabili file, in un grigiore di spazi urbani, così commentati dallo stesso: “hanno la sostanziale fragilità della finzione”.

 

"Andrea Canu, il volto della luce"

A cura di Luciano Carini

 

….”Già conosciuto e apprezzato da appassionati e collezionisti per la sua grande abilità esecutiva, Canu vanta un ampio e articolato curriculum espositivo. La sua formazione se l’è conquistata sul campo, frequentando artisti importanti, visitando gallerie e musei, dedicando moltissimo tempo al disegno e allo studio approfondito dei grandi maestri del nostro Rinascimento. Poi è stato attratto dall’Impressionismo e da Monet, in particolare, per le sue luci, la sua materia, le sue atmosfere.

La sua espressione, almeno quella iniziale, è nata dunque dalla fusione di queste due grandi anime: una descrittiva e particolareggiata, l’altra emotiva e cromaticamente viva e moderna. Tutto ciò ha dato vita ad un Iperrealismo particolare, capace cioè di unire insieme descrizione e sentimento, rigore costruttivo e calda interpretazione e anche l’ultima mostra tenuta a Piacenza lo scorso anno, era proprio caratterizzata da questa visione straordinariamente realistica del mondo e delle cose. La descrizione di paesaggi, oggetti e persone era precisa e dettagliata, minuziosa, ma ogni tanto uno strato imprevisto di materia o un colpo deciso di pennello lasciavano già presagire un possibile cambiamento. E la metamorfosi è avvenuta realmente tra il 2005 e il 2006.

Così dalla pittura levigata, liscia e piuttosto magra, ora Canu è passato ad un’espressione corposa e materica, dove spesso il colore appare usato a grumi, a spessori alti, a volte addirittura modellato con l’intervento della spatola. Anche certi particolari tipici della pittura iperrealista come il pelo degli animali, i tetti delle case, le vedute di piazze e grattacieli, hanno lasciato il posto ad una sintesi visiva che è tutta luce e colore, movimento e pulsione.

E’ la luce, come recita il titolo della rassegna, è veramente il cuore di questa nuova espressione di Andrea Canu: una luce diversa, ottenuta non più attraverso un lungo lavoro di velature e sovrapposizioni, di stesure graduali e graduate di toni e semitoni, dall’uso deciso e sapiente del magma cromatico. Permangono, ogni tanto, memorie iperrealiste, tocchi leggeri e profondi che scavano nella realtà alla ricerca di qualcosa che non è visibile né percepibile dal normale sguardo: è quando l’artista dipinge gli occhi dei suoi personaggi.

Allora Andrea Canu va ancora alla ricerca del particolare, di quella luce intensa capace di accenderli e renderli vivi. Si ottiene, in questo modo, una straordinaria miscela di verità e dalla carne dei volti, scavata con la materia e il suo spessore, gli occhi iperrealisti mandano scintille di vita, comunicano emozioni e stati d’animo, danno l’illusione dello sguardo vero. I suoi colori sono vivi e palpitanti, accesi e purissimi. I gialli e i blu, i verdi e i rossi danno forza e vigore ai suoi soggetti ispirati spesso a paesaggi urbani dei nostri giorni o a straordinari personaggi dalla forte resa pittorica e rendono la sua espressione moderna nell’esecuzione, giovane e contemporanea nelle tematiche. Mostra di grande forza, questa, e di forte impatto scenografico, che porta decisamente Andrea Canu, collocandolo di diritto, tra i più interessanti artisti piacentini del momento….”

 

 

 

 

Andrea Canu

Pittore

 

Una mattina, siccome uno di noi era senza nero, si servì del blu: era nato l'Impressionisto.

(Pierre Auguste Renoir)

 

Pomerig

Dal volume Esposizioni di Arti Visive a Roma 2014 -

" Tilt Estetica"

 

A cura di Daniele Radini Tedeschi -

(Editoriale Giorgio Mondadori)

A cura di Rossana Bossaglia

 

Ci sono artisti per i quali il linguaggio creativo di cui si avvalgono va oltre la natura e si protende in un mondo fantastico dove essi concentrano le loro emozioni. Altri invece spro- fondano lo sguardo nella natura medesima, leggendola certo con libertà interpretativa ma non dimenticandone gli aspetti più sottili e misteriosi, come tali più seducenti. Canu è uno di questi: vive il mare, e gli animali che vi abitano, come se sfrecciasse assieme ad essi; e vive il mondo vegetale come se fosse un nitido corrispettivo di quello animale. Quando

per altro si impegna a raffigurare vedute urbane, specie le sequenze dei grattacieli delle città moderne, in massima parte riprese nel continente americano, le strutture che egli rappresenta si ispirano ad architetture, dunque a forme ponderali; ma l’artificio antinatura- listico che esse testimoniano le fanno oggetto di un’interpretazione antiponderale: sono e- difici grandi, solenni, potenti; però, come dice uno dei titoli con i quali Canu li commenta, hanno la sostanziale fragilità della finzione.

Molto più concreti e densi di interiore vitalità sono i paesaggi marini e campestri con i quali egli rappresenta le sue esperienze di vita, condotte in contesti naturali; anche se la na- tura vegetale è modellata dall’uomo attraverso interventi che la strutturano artisticamente essa mantiene un respiro di spontanea vitalità. Non per nulla questo artista che si misura con tematiche varie e differenziate si esprime con speciale finezza e, potremmo dire, acu- tezza psicologica rappresentando vita e sentimenti naturali nella raffigurazione di piccoli gatti tigrati: possiamo assumere queste immagini come simbolo della natura più semplice e immediata, e nel contempo di intense e varie emozioni nella vicenda esistenziale; non c’è stacco nè contraddizione tra le varie forme di vita. Andrea Canu sente il mondo (e l’uni- verso?), il suo spazio, la sua storia in una stretta connessione interna: l’arte, la storia, la vita procedono insieme.